EDITORIALE

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PARAFARMACIA


data 24/02/2010
Agi

Fofi incontra i titolari di parafarmacie


Una delegazione dei farmacisti titolari di parafarmacia è stata ricevuta dal Comitato Centrale della Federazione degli Ordini dei Farmacisti guidato dal Presidente Andrea Mandelli.
Da quanto si apprende da un comunicato della Fofi, durante il colloquio, si è discusso sulle diverse posizioni espresse dalle diverse Associazioni presenti e si è giunti al consenso sulla proposta federale che le Associazioni dei titolari di parafarmacia presentino un documento unitario, che renda possibile continuare il confronto già iniziato, in vista di una soluzione condivisa.
Il Presidente Mandelli ha inoltre commentato che "la Federazione degli Ordini rappresenta tutti i colleghi, nessuno escluso, il che significa valutare con attenzione la situazione delle parafarmacie, ma anche le legittime aspettative, per esempio, dei colleghi che operano come collaboratore o come farmacista rurale e che attendono da tempo di accedere alla titolarita' di una farmacia".
Si evince, quindi, che resta ferma la contrarietà della Federazione all'ipotesi di una sanatoria che istituisca farmacie non convenzionate con il SSN o che trasformi le parafarmacie in farmacie.



data 29/09/2009
Ansa

Per Fazio, testo in Commissione o scade
Il DL dovrebbe approdare sul tavolo del prossimo Consiglio dei ministri


Il parere di decreto legislativo che individua i nuovi servizi erogati dalle farmacie pubbliche e private operanti in convenzione con il Servizio sanitario nazionale dovrebbe approdare sul tavolo del prossimo Consiglio dei ministri. Altrimenti, ha spiegato questa mattina il vice ministro della Salute Ferruccio Fazio, ''scadranno i termini'' per presentarlo. Nel frattempo il testo e' stato votato dalla commissione Affari sociali della Camera, con la contrarieta' del partito Democratico

Il testo propone, tra i provvedimenti, che l'uso della denominazione 'parafarmacia' e della croce di colore verde sia riservato alle farmacie aperte al pubblico e a quelle ospedaliere.

data 15/09/2009
Asca

Sciopero della fame contro chiusura parafarmacia
Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti compatto contro Ddl Gasparri


Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti ''esprime piena solidarieta' alla Signora Elisa Cosimo, madre del dr. Lacroce titolare dell'omonima parafarmacia a Soverato (CZ) che ha deciso in piena autonomia di avviare da oggi uno sciopero della fame ad oltranza contro i tentativi in parlamento di cancellare le liberalizzazioni''.

"Alla vigilia della riapertura del Parlamento, la protesta della signora Cosimo - scrive il MNLF in una nota - assume particolare rilevanza proprio in riferimento al ddl Gasparri/Tomassini che si pone come principale obiettivo la chiusura delle parafarmacie. Una vera e propria controriforma che umilia la capacita' di scelta del cittadino-consumatore, privandolo di qualsiasi forma di concorrenza. Questo - avverte il Movimento dei Liberi Farmacisti - nonostante la maggioranza degli italiani abbia apprezzato le liberalizzazioni sui farmaci d'automedicazione e sia contraria al self-service del farmaco con la conseguente eliminazione della presenza del farmacista nei luoghi di dispensazione. La signora Cosimo non difende solo gli investimenti fatti dalla Sua famiglia e il futuro professionale del figlio, ma difende anche gli interessi dei consumatori che si vedrebbero privati di uno strumento importante per ottenere sconti nel prezzo del farmaco acquistato e maggiori servizi. Riduzione dei prezzi che, lo ricordiamo, prima della riforma Bersani erano impossibili nelle farmacie''. Di qui la richiesta del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti al Governo per ''l'immediato ritiro del ddl Gasparri/Tomassini e dell'emendamento Saltamartini perche' contrari agli interessi economici generali (chiusura di 3000 aziende - perdita di oltre 5000 posti di lavoro) ed anticostituzionale ove limita pesantemente la liberta' d'impresa".

data 29/07/2009
Agi

Anpi, azione legale contro opera di demolizione
Dure critiche da parte del vicesegretario dell' Anpi

“Ieri e’ iniziata l’opera di demolizione delle parafarmacie. ‘Il Sole 24 Ore’ ha annunciato che il governo, nel pre-Consiglio dei ministri, ha all’esame un decreto legislativo che oltre a regolamentare il campo di applicazione delle farmacie, toglie la possibilita’ di utilizzare il nome parafarmacia ai nostri esercizi e riserva la croce verde alle sole farmacie”. Lo scrive, in una nota, il vicesegretario generale dell’Associazione nazionale parafarmacie italiane (Anpi) Massimo Brunetti secondo il quale questo decreto legislativo “e’ un provvedimento esattamente opposto a quanto il ministro della Salute Turco il 3 ottobre 2006, circolare n. 3, aveva sollecitato: ‘E’ consentito l’uso della denominazione parafarmacia, considerato che il termine e’ entrato nell’uso comune con riferimento ad esercizi diversi dalle farmacie’. Una disposizione che molti comuni hanno preso alla lettera imponendola come sola possibile denominazione”. Per queste ragioni, ha annunciato Brunetti, “abbiamo incaricato i nostri avvocati per avviare un’azione legale di risarcimento nei confronti del ministero della Salute. Sul piano politico, quanto previsto dal decreto legislativo rappresenta - spiega Brunetti -il primo passo sulla strada della chiusura delle 3.000 parafarmacie. Ci aspettiamo come prossimo passo, quello di toglierci il farmacista e di conseguenza i farmaci, oppure come molti paventano, quello di definire una nuova lista di prodotti che, per posologia-quantita’-confezione, saranno declassati dalla classificazione di farmaci e ricompresi tra gli integratori, con la conseguenza di togliere la presenza del farmacista, salvando in questo modo lo sbandierato binomio farmaco=farmacista. In un caso o nell’altro, come direbbe lo scrittore: ‘La fine e’ nota’”. “Cosa importa a Berlusconi e Fazio - aggiunge infine Brunetti - se 3.000 piccole imprese dovranno chiudere i battenti, se investimenti per 600 milioni di euro andranno in fumo e 6.500 persone non avranno piu’ un lavoro, a questo governo interessa solo che le farmacie e i loro titolari ingrossino i loro fatturati. Una cosa e’ certa non aspetteremo la ‘fine’ senza contrastare questo disegno, ne vale la vita di migliaia di famiglie che in queste imprese hanno investito tutto cio’ che possedevano”.